Lingua e Fonetica: Differenza tra Italiano e Inglese

La lingua è un’entità astratta composta da diversi elementi cardini. La fonetica è uno di questi componenti imprescindibili che scandiscono la pronuncia e il suono di una determinata lingua.

L’italiano, ad esempio, presenta un linguaggio lineare determinato da una corrispondenza perfetta tra grafia e fonema.

Pertanto, al segno t corrisponde il suono t. Al contrario, l’inglese è caratterizzato da una fonetica complessa che solo in rare occasioni combacia con la grafia e questo perché non è una lingua fonetica. Ma cosa è la fonetica e quali sono le differenze tra italiano e inglese?

Indice

  1. La lingua: un’essenza liquida
  2. La Shwa e le vocali inglesi
  3. Le consonanti inglesi
  4. Conclusione

La lingua: un’essenza liquida

Il linguaggio è un codice in costante mutamento che varia nel tempo condizionato da fattori:

  • Sociali
  • Culturali
  • Storici
  • Linguistici

Per queste ragioni, l’italiano di oggi è diverso da quello dell’epoca dei comuni, così come anche dall’italiano parlato nel ‘700.

Inoltre, i fenomeni sociali e culturali alterano la semantica, la semiotica e la fonetica di una lingua. Ad esempio, pletorico, ossia eccessivo, è un vocabolo arcaico ormai dismesso nel gergo quotidiano.

Oggigiorno, infatti, sarebbe utilizzata un’espressione più colloquiale per raggiungere meglio l’interlocutore. Al contempo, anche la fonetica subisce variazioni, ma ciò che rende l’apprendimento di una lingua più complesso è di sicuro il suono e la pronuncia di un enunciato.

Capita, infatti, che un italiano che voglia apprendere una nuova lingua riscontri più difficoltà nell’inglese che in altre lingue a causa dei fonemi specifici della lingua.

Questo, come già accennato, è dovuto ad una divergenza tra grafia e fonetica che nell’inglese è piuttosto marcata. Ad esempio, l’inglese può produrre 20 suoni diversi da 5 semplici vocali. A seconda dell’utilizzo della vocale la pronuncia può variare. Ma vediamolo più nel dettaglio.

La Shwa e le vocali inglesi

Le vocali sono con molta probabilità ciò che rende più complessa la comprensione della lingua inglese nell’immediato. Infatti, oltre a modulare le frequenze delle vocali producendo 12 suoni differenti, queste sono anche combinate per creare dittonghi.

Una delle vocali più utilizzate in inglese è la Shwa, la vocale rappresentata come una e capovolta ə, conosciuta in Italia negli ultimi tempi per la questione di utilizzarla per un linguaggio inclusivo.

Il suo è un suono grave, prodotto allargando leggermente la bocca, che può essere riscontrato in parole come teach-er e work-er.

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Le consonanti inglesi

Come anche in italiano, le consonanti inglesi si dividono in sonore e sorde. Inoltre, a seconda del punto della bocca e della lingua in cui sono prodotte prendono il nome di:

  • Fricative – il suono fuoriesce nonostante una lieve occlusione
    • f-h-s-v-sh-th
  • Occlusive – il suono è ostruito dalla bocca in un punto preciso
    • p-b-d-t-k-g
  • Nasali – vibrazione nasale
    • m-n
  • Liquide e Laterali
    • l-r
  • Semi Vocaliche
    • w-y

Rispetto all’italiano, l’inglese possiede dei suoni consonantici sconosciuti alle lingue romanze, ossia θ e ð oltre a ŋ. Questi simboli dell’alfabeto fonetico internazionale si riferiscono a suoni prodotti nel pronunciare parole come:

  • Thing: /θ i – ŋ/
  • Although: /al’ – ð – əʊ/
  • This: /ð i – s/

Queste infatti sono consonanti di origine germanica, profondamente radicate anche in altre lingue dello stesso ceppo.

La difficoltà nella pronuncia è dovuta alla posizione della lingua dietro ai denti a cui l’italiano nativo non è abituato.

L’inglese, con tutte le sue complessità, oggi è una lingua varia che vanta una terminologia tra le più vaste del pianeta. Conosciuta anche come lingua franca, l’inglese accomuna parlanti di diverse nazionalità e consente di comunicare con buona parte della popolazione mondiale.

Conclusione

Il nostro consiglio per riuscire ad avvicinarsi alla lingua inglese è quello di non spaventarsi al primo ostacolo. Al principio potrebbe sembrare difficile comprendere un nativo o seguire dei film, anche semplici, in lingua originale.

Ma ciò che conta davvero nell’apprendimento della fonetica inglese è la costanza. L’orecchio deve abituarsi a nuove frequenze, nuovi suoni, che fino a poco prima non vi era stato modo di percepire in nessun altro contesto.

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